Ass. "Il Cenacolo" onlus 

Incubazioni d'impresa

Gruppo informale

sfondo

2° Principio

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1° Principio

“Chi più è costante, più è determinato!”

 

“Se tu ci sei, anche noi ci siamo!”

3° Principio

“Chi più partecipa, più merita!”

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#CITTA' VISIBILE 

OFFICINA CREATIVA 

DEGLI ARTISTI

Progetto “Be Social”

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Come lasciare un segno sul territorio….

Il nostro intervento culturale nel quartiere si ispira alle città raccontate da Calvino, luoghi sospesi tra reale e immaginario, dove ciò che è nascosto diventa visibile solo a uno sguardo capace di ascolto. Allo stesso modo, attraversiamo il territorio rendendo riconoscibili quelle “città invisibili” fatte di persone, relazioni e fragilità che spesso restano ai margini della narrazione collettiva: le persone diversamente abili. Come Marco Polo svela a Kublai Khan città costruite di desideri, memorie e silenzi, anche noi diamo voce a esistenze che abitano quotidianamente il quartiere ma che raramente vengono riconosciute come protagoniste.


Attraverso l’arte, il teatro, la fotografia e la parola, queste vite emergono e mostrano la loro forza, complessità e bellezza. Non si tratta solo di offrire uno spazio di espressione, ma di riconoscere le persone con disabilità come narratori attivi della realtà, capaci di restituire al territorio uno sguardo nuovo. Così, ciò che prima era invisibile — bisogni, potenzialità, emozioni e visioni del mondo — diventa parte integrante della mappa della comunità.


Rendere visibili queste esperienze significa non solo mostrarle, ma costruire le condizioni perché vengano ascoltate, comprese e accolte. La visibilità non è un semplice atto estetico o comunicativo, ma un processo di riconoscimento reciproco: il quartiere si lascia trasformare da chi lo vive e, allo stesso tempo, restituisce dignità e spazio alle loro narrazioni. Mostrare il lavoro svolto nei laboratori, nei luoghi rigenerati, nelle azioni collettive significa affermare che queste storie esistono, hanno valore e meritano di essere tramandate. Come le città calviniane che si rivelano solo a chi sa osservare oltre l’apparenza, anche queste esperienze diventano percepibili quando la comunità sceglie di guardarle con attenzione. Visibilità, dunque, non è esporre, ma condividere: è l’atto di portare alla luce mondi interiori e relazioni nascoste, affinché possano diventare parte del patrimonio culturale e umano del territorio


Le città invisibili non sono più luoghi taciuti e sconosciuti, ma spazi reinventati, condivisi e raccontati da chi li abita: creando le città visibili, dove l’inclusione diventa una nuova forma di cittadinanza.

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“Attraverso diverse strade e le abbraccio tutte”

Ogni ragazzo percorre una “strada” diversa ovvero un diverso modo di esprimersi attraverso i laboratori del progetto.
È un invito alla pluralità e alla scoperta di ogni modalità artistica per poter creare nuove libertà e nuove risposte per ogni dubbio o insicurezza che attanaglia il territorio e gli individui che lo abitano.


“Siamo i territori che attraversiamo, i passi sulla luna”

I ragazzi, esplorando il territorio reale tra le due sedi del Cenacolo e quello simbolico delle città di Calvino, scoprono che i luoghi che viviamo si possono reinventare.
Ogni passo — anche il più piccolo, anche il più incerto — lascia un’impronta, come sulla luna: un gesto di presenza e di meraviglia nel mondo.

“Vorrei vivere l’emozione di ogni passo”

Ogni movimento verso un miglioramento, un’autonomia, una nuova consapevolezza  diventa emozione: il carburante per raggiungere nuovi obiettivi personali e collettivi. Il processo diventa quindi più importante dell’obiettivo.

 

“La memoria è ridondante, ripete i segni perché la città cominci a esistere”

Come nelle città di Calvino, anche nel progetto i ragazzi hanno tracciato segni sul territorio (le scritte sull’asfalto, le restituzioni teatrali) riportando ciò che portavano dentro di sé.
La memoria e il gesto artistico danno forma all’identità collettiva: la città esiste quando la si ricorda, come noi esistiamo quando lasciamo un segno.


“La spensieratezza è la libertà di sentirsi sicure”

Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore

Sempre Calvino ci ispira per questa scritta tratta dalle Le lezioni Americane. I ragazzi alleggeriscono i loro cuori nel lavoro e nel mettersi in gioco per arricchire il territorio e ritrovare leggerezza e dignità nel proprio essere


“Così perfetta è la corrispondenza tra la nostra terra e il cielo"… che ogni cambiamento di essa comporta qualche novità tra le stelle”

Ogni trasformazione individuale — un gesto, un pensiero, un’emozione — genera cambiamento anche nel collettivo, come un riflesso tra terra e cielo.
Ogni piccolo atto di consapevolezza o bellezza ha valore universale, e che l’arte, anche fatta insieme in un laboratorio, muove le stelle.

 

“Costruiamo territori inclusivi”

È la missione del progetto: non solo abitare il territorio, ma ricrearlo insieme, rendendolo accessibile, accogliente e condiviso.
Attraverso il teatro, l’arte urbana e la collaborazione, i ragazzi con disabilità diventano costruttori di nuovi spazi di relazione, dove le differenze non separano ma uniscono.

 

“Vogliamo strade sicure”

Le “strade sicure” sono quelle urbane in cui c’è il desiderio di attraversare la città senza ostacoli, con libertà e sicurezza ma anche dove ciascuno può camminare senza paura di non essere accolto, dove l’altro non è un ostacolo ma una compagnia di viaggio, un sostegno.


“Da dove veniamo? Dove andiamo? Chi siamo?”
Sono le grandi domande che attraversano sia Le città invisibili sia l’esperienza del laboratorio.
Ogni città di Calvino nasce da un interrogativo sull’identità e sulla memoria — proprio come i ragazzi del progetto, che attraverso il teatro e l’arte  indagano le proprie origini, i propri sogni e il proprio posto nel mondo.
È la ricerca di un senso condiviso, il filo che unisce le esperienze personali in un racconto collettivo: un viaggio di conoscenza e appartenenza.

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